venerdì 25 maggio 2012

Alba

Il tempo è liquido.
Cerco di raccoglierlo con le mani, ma mi scivola tra le dita.
Non posso trattenerlo.
E nemmeno contenerlo.
Lo impiego.
Lo colmo in ogni interstizio.
A costo di sentire il respiro mancare.
Ed il risultato che sto ottenendo
è che non ti penso.
E non mi manchi.
E non sento alcuna necessità che possa riguardarti.
Forse davvero sono diventata immune.
Forse quel giorno è arrivato.
Fiat.

 

venerdì 18 maggio 2012

Che ore sò?!

Lo ammetto.
In metro, sbircio ciò che la gente scrive e legge sul cellulare.
Faccio ammenda.
E' un gesto involontario che pratico da anni.
Ieri ero seduta affianco ad un uomo di mezza età.
Giacca e cravatta, non bello, nè brutto, neutro.
Scriveva ad una tal Stefi:
mi chiedo a cosa è dovuto il tuo silenzio, sei forse arrabbiata per quel che ho scritto nella mia precedente mail?
Poi ho distolto lo sguardo, fingendo di leggere il mio libro.
Ho sentito riscaldarsi il sangue a livello dello stomaco.
Chi era Stefi?
Intanto lui proseguiva ed, a intervalli,
chiudeva il suo Blackberry tra le mani.
Aveva uno sguardo perso nel vuoto.
Ho riguardato:
..sai cosa penso e provo per te.


Già.
Quali erano i gesti di chi scriveva a me?
Che espressione assumeva il loro volto?
Cosa provavano, mentre mi scrivevano?
Ho pensato, in particolare, ad alcuni di loro.
E mi sono mancati.
Migliaia di parole sbiadite, perse.
E' stato l'effetto del sorpasso dell'anima rispetto alla mente.
Ed oggi fatico a far carburare la mente ed
a riportarla in vantaggio.


mercoledì 16 maggio 2012

Oi dialogoi # 1 - Il fidanzamento al tempo della crisi

Lei: dai, guardiamo la vetrina così ti do indicazioni..
Lui: sì, anche perchè non ho ancora capito cosa ti piace.
Lei: mah, non è che hai tutta sta gran scelta, un solitario.
Scarta le marche prestigiose e..
Lui: ah quelle tocca scartarle, causa forza maggiore.
Lei: mhmm vogliamo evitare e passare direttamente alle fedi?
Lui: no dai..che tristezza.
Lei: mhmm..in effetti sarebbe come andare direttamente in prigione senza passare dal via..

venerdì 11 maggio 2012

Italia

Milano.
31°, caldo estivo.
Ora di pranzo.
Zona centro.
Svogliata, fiacca, stanca.
Cammino per inerzia.
Converso, annuendo.
D'improvviso incrocio una scena di un'ovvietà paradossale.
La Minetti, coperta da un paio di occhialoni da sole, che avanza
fingendo una conversazione di estrema importanza al cellulare,
attorniata da un nugolo di fotografi, tra cui uno che le era davanti,
e che per immortalarla indietreggia ad ogni suo passo.
Mi fermo, attratta per lo più dalle sue labbra.
Palesemente rifatte.
Ovviamente è giusto un attimo figurarmi
l'uso di quelle labbra su Priapo e compagnia bella.
Il secondo pensiero,
realizzatosi quasi contemporaneamente al primo,
è che questa guadagna in un mese il mio reddito (lordo) annuale.
Il tutto si è svolto sotto gli occhi di Falcone e Borsellino che, buonanime,
guardavano dall'alto di un posterone ipocrita.

martedì 8 maggio 2012

Io non ho bisogno di te

Gli altri pensano a noi infinitamente meno di quanto crediamo.
Solo questa frase, sulla quarta di copertina di un libro.
E l'acquistai.
Il libro si rivelò appassionante.
La frase, vera, tanto quanto sapevo già fosse vera.
Gli altri pensano a noi infinitamente meno di quanto crediamo.
Vorrei tirare un sasso ad ogni persona che non ricambia i miei pensieri.
O meglio rivorrei indietro le perle che concedo loro.
Porci ignoranti.
Ignorano che così concimano solo la mia rabbia
Ed io la coltivo e la curo come la migliore delle piante.
Per questo centellino la mia presenza.
Perchè se so di non essere indispensabile,
sono necessaria.
Ma non come possono esserlo tutti.
Di più.
Molto di più.

domenica 6 maggio 2012

Cominciamo bene...

Il mondo si divide tra chi 
sistematicamente si libera del superfluo
e chi, invece, decide di portarsi dietro ogni cosa, 
anche a distanza di anni.
Io appartengo alla prima categoria.
Il mio fidanzato alla seconda.
Io getto, lui conserva.
E questo è un casus belli che ci segue da un pò di anni.
Nell'ultimo periodo abbiamo intrapreso il trasloco nella nostra casa.
Ieri lo vedo portare furtivamente uno scatolone in cantina.
Gli faccio: "dimmi un pò cosa c'èra in quello scatolone.."
Lui: "libri.."
Io: "..che libri? Universitari o romanzi?"
Lui: "..un pò ed un pò.."
Io, avendo fiutato la menzogna.. "ho capito..butto tutto lo scatolo senza nemmeno guardare.."
Lui, con tono minaccioso: "no eh!"
Io: "allora confessa!"
Lui: "c'è tutto il cofanetto della storia di Maradona.."
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mercoledì 2 maggio 2012

Di sera

12.00
Se continuo a fissare il timer del microonde 
che ho di fronte, mentre contemporaneamente
spezzo gallette e mangio, finirò per far fuori
l'intera confezione.
12.04
Ho visto un uomo che soffriva per amore
Ne ho visto un altro che più lacrime non ha..
Io mai.
E non so cosa darei per vederlo.
Ho questo desiderio sadico di rivincita da un pò.
Quando finisce una mia storia sono così
concentrata a soffrire io che nemmeno 
mi accorgo delle lacrime di coccodrillo dell'altro.
Ammesso ci siano mai state.
Ammesso si siano accorti della mancanza.
E non è poca considerazione di me stessa.
Anzi.
Semmai è totale disistima dell'altro.
12.13
Stamane mi è capitato di far caso 
al testo di una canzonetta che spopola in radio.
Splendida stupida..
Bestiale.
Il totale abbandono e rassegnazione di una donna ai capricci di un uomo.
Come la bambolina di Patty Pravo.
Come lo stronzo di bugiardo ed incosciente di Mina.
Come mille altre canzoni.
Mi è salita una nausea di disgusto misto a paura che possa
capitare anche a me
Come gli omofobi che demonizzano ciò che hanno paura di poter divenire.
12.21
Stanotte ho dormito poco.
A volte ritornano i fantasmi del passato e prendono
la forma di vecchi amori che si credeva di aver rimosso.
12.25
Stasera mi sento come quello scritto dell'Aleramo.
Mi sembra di sentir addosso tutta la stanchezza del mondo.
Sono uno sguardo sperduto e vene.
Uno sguardo perso su un timer e su una busta oramai vuota di gallette.